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日志


10月26日

Rosiel Wilde -capitolo 2-

Ringrazio infinitamente Odry Keynes per il suo giudizio molto positivo sul primo capitolo... Ed ecco il secondo! Poi basta, però, che sennò si esagera!
Qualche giorno dopo mi trovavo a bordo di una macchina blu che a velocità sostenuta mi conduceva verso la mia nuova vita. L'interno dell'auto profumava di vaniglia, un'essenza che mi evoca infinite e bellissime immagini. Per questo credetti che fosse di buon auspicio per ciò che il destino aveva in serbo per me. E avevo ragione. Eppure, qualcosa di amaro, in netto contrasto con la vaniglia, in quella macchina c'era: lo zio Eddy, il fratello di mia madre. Lo zio Eddy era una di quelle persone che parlano, parlano, parlano e non ti danno modo di partecipare alla conversazione, anche se fingono il contrario. Ti chiede: cosa ne pensi? Per poi ricominciare a sproloquiare un secondo dopo senza aver ascoltato la risposta. Ma a dire il vero non mi dispiacque che si comportò in questo modo, quella volta; perché non avevo voglia di parlare. Non avevo voglia di niente. Mentre blaterava avevo lo sguardo fisso sul paesaggio. Mio padre aveva messo molti chilometri di distanza tra sé e la "Dimora del Diavolo". Stavamo costeggiando il mare, costellato dai riflessi del Sole, simili a delle stelle, quando una frase detta dallo zio Eddy attirò la mia attenzione. <<Non vi somigliavate affatto... Tu e i tuoi genitori, Tarya ed Alex.>> Mi colpì perchP per una volta lo zio aveva detto qualcosa di sensato. <<Voglio dire... A parte il carattere... Fisicamente siete completamente diversi. Loro erano biondi e tu sei mora. Loro avevano gli occhi azzurri e tu ce li hai verdi. Ah, i misteri della genetica!>> Vidi il suo sorriso smagliante riflesso sullo specchietto retrovisore della macchina. Non accennai neanche ad una risposta. Era vero, però. Non somigliavo ai miei genitori e da una parte ne ero felice. Dall'altra... Forse contribuiva a renderci ancora più distanti. Avevamo viaggiato per due ore quando l'auto si fermò. Scendemmo entrambi dalla macchina. Mentre lo zio Eddy prendeva le valigie io mi guardai intorno. Ci trovavamo a Marville, una cittadina di mare abitata per lo più d'estate e quasi esclusivamente da famiglie ricche. Ormai eravamo vicini a settembre e gran parte delle persone aveva abbandonato la casa delle vacanze. La strada era isolata. Seppur non lo vedessi riuscivo a sentire il profumo salmastro del mare. Entrambi i lati del viale erano occupati da bellissime ville coi rispettivi giardini. Ma nessuna di quelle ville reggeva il confronto con quella che mi si parava dinnanzi. Era... Assolutamente magnifica! Immensa, candida quanto la luce. Un tripudio di colonne, timpani e statue. Mi ricordò il Partenone. Da giorni il mio viso non conosceva un'espressione differente dal broncio; ed ora era colorito da una pura maschera di sorpresa. Lo zio Eddy si era accollato tutte le valigie e sembrava dovesse sprofondare per il peso nel terreno. Quando si accorse che ero rimasta impietrita mi fulminò con lo sguardo e mi disse "delicatamente" di darmi una mossa. Mi fece segno di suonare il citofono, poiché lui aveva tutte e due le mani occupate. Sul cancello nero e oro era appostata una telecamera. Il cancello venne aperto senza che dovessi proferire parola e ci affrettammo a percorrere il viale che conduceva al porticato. Il giardino circondava tutta la villa. Era ricoperto di erba di un colore che non avevo mai visto; era un verde differente... Più acceso, più verde. Vidi anche un colonnato circolare, non molto grande, ma suggestivo. Sembrava un tempietto, al cui centro le nicchie ospitavano piccole statue di figure femminili. Salimmo una manciata di gradini  e suonai il campanello. Aveva un suono gradevole, dolce, simile a quello delle campane. Venne ad aprirci il maggiordomo, in un'impeccabile divisa di giacca e pantaloni neri e un'espressione efficiente sul volto raggrinzito. Non so perché, ma né io né lo zio Eddy parlammo. Fu il maggiordomo a porre fine a quell'imbarazzante situazione. <<La signorina Rosiel, suppongo.>> Aveva una voce gentile, ma anch'essa, come la sua pelle, era rugosa, increspata, vecchia. Dopotutto, avrà avuto quasi settant'anni! E si vedeva. I pochi capelli bianchi che gli erano rimasti, la fronte appensantita dalle pieghe delle rughe e la leggera gobba che gli gravava sulla schiena, erano dei chiari segni della sua imminente vecchiaia. <<Sono io, Rosiel.>> gli risposi con la mia solita voce flebile e spenta.  <<E questo è mio zio Eddy.>> Il maggiordomo guardò solo allora mio zio e senza esitazioni prese le valigie. <<Lasciate che ci pensi io, signore.>> lo zio Eddy sussultò, forse per paura che il vecchio ci lasciasse le penne per lo sforzo. Ma il maggiordomo si accollò le valigie come se niente fosse, con vera nonchalance e ci disse di seguirlo. Ammirai la sua forza, nonostante l'età e pensai che mi era simpatico. E' una cosa che penso molto raramente. Soprattutto così, di primo acchito. L'interno della villa era completamente foderato di un legno scuro, molto elegante, ma a qualcuno sarebbe potuto risultare opprimente. Non a me, certamente. Il maggiordomo posò le valigie nell'ingresso, senza un'ombra di stanchezza e si voltò verso di noi. <<Sono spiacente d'informarvi che il padrone non può venire a ricevervi. In questo momento è molto occupato.>> Sentii lo zio Eddy sbuffare sarcastico, ma il maggiordomo, molto garbatamente, fece finta di non accorgersene e continuò a parlare. <<Ad ogni modo, da questo momento in poi, la signorina Rosiel è sotto la tutela del signor Roger Actilius Wilde. Quindi, signore, è libero di andare, se vuole.>> In poche parole stava cacciando lo zio Eddy, elegantemente parlando. Forse gli estranei non erano graditi in quella casa. Comunque, mio zio non si fece pregare e dopo aver lanciato un'occhiata malevola al maggiordomo, mi si avvicinò e mi tese la mano. Io la strinsi, a dir poco riluttante. <<Stammi bene, Rosiel.>> Mi indirizzò un altro dei suoi sorrisi a cinquanta denti (perché vi assicuro che a vederli sembravano molti più di quanti un essere umano normale potesse averne...) e se ne andò, evidentemente felice di sbarazzarsi di me. Rimasi a fissare per un po' la porta chiusasi alle sue spalle, consapevole che la mia vecchia vita se n'era andata per sempre.  <<Signorina Rosiel?>> mi chiamò l'austero maggiordomo. <<Signorina, io sono Leopold. Di qualunque cosa abbia bisogno può chiedere a me. Ora, se vuole seguirmi, l'accompagno nella sua stanza.>> Lo seguii per delle scale, molte scale e lungo alcuni corridoi. Le porte che incrociammo erano per la maggior parte chiuse. I pavimenti in parquet erano ricoperti di lussuosi tappeti persiani e le pareti di legno erano cosparse di quadri e arazzi, ma non soltanto. Fu qualcosa che mi meravigliò ancor di più della vista della villa dal di fuori. Dove non c'erano quadri o arazzi, o statue greco-romane, c'erano libri. Ma non decine o centinaia. Migliaia di libri. Gli scaffali erano tutti incorporati nelle pareti lignee e traboccavano di libri, volumi, volumoni di ogni genere, grandezza, colore o profumo. Sì, perché quegli scaffali emanavano un così piacevole profumo di carta stampata, di pagine sfogliate, di storie vissute o inventate. Percorsi gli angoli della villa con lo stupore dipinto sul volto e a proposito di ciò riuscii a scorgere un lampo di divertimento negli occhi di Leopold. Cercai di ricompormi, con scarso successo, però... Perché il maggiordomo a quel punto mi rivolse un sorriso. <<Ci sono molti libri in questa casa, signorina Rosiel.>> Mi spiegò Leopold. <<La maggior parte della gente non sarà mai in grado di leggere metà dei tomi presenti nella villa. Ce ne sono milioni. Libri di tutti i tipi. E il padrone li ha letti tutti.>> <<Tutti quanti?!?>> Mi lasciai sfuggire. Il maggiordomo rise ancora. <<Parola mia! L'ho visto crescere, il signor Roger e so quel che dico. Sa, questo posto, prima di diventare la villa dei Wilde, era una biblioteca... Fra le più famose del Paese.>> <<Com'è possibile?>> Chiesi, non riuscendo a trattenermi. <<E' una storia lunga, a dire il vero.>> Replicò Leopold <<E questa è la sua stanza, signorina. Si sistemi pure. Fra poco le porterò i bagagli.>> Aprii la porta massiccia che cigolò così forte in mezzo a tanto silenzio. Fui investita dalla luce proveniente dalle enormi finestre addobbate ai lati da pesanti tende di velluto scarlatto. Mi voltai verso il maggiordomo. <<Mio zio...>> cominciai, ma Leopold non mi lasciò finire. <<Imparerà molte cose su suo zio e su questa casa, signorina Rosiel. Ogni cosa sarà appresa a tempo debito. Ogni cosa.>> Detto questo, mi lasciò ed io etrai nella mia nuova, lussuosa stanza.
Finito anche il secondo capitolo... Per ora non ho scritto nient altro... Ma di sicuro lo continuerò (contenta, Odry?)! Se l'avete letto vi ringrazio dal più profondo del cuore!       
10月22日

ROSIEL WILDE di Miss Black

Dunque... Faccio una cosa che non ho mai fatto prima: posto il primo capitolo di un romanzo al quale lavorerò più seriamente non appena avrò finito Patty Drew!
Questa la trama a grandi linee:
Rosiel viene affidata allo zio Roger dopo la morte tragica dei suoi genitori. Nulla di strano, senonché lo zio abita in una villa che in tempi remoti era stata una biblioteca. Rosiel, esplorando la villa, scoprirà un varco segreto con un libro antico dalle pagine bianche ed una piuma verde con cui scrivervi. Verrà catapultata nel Mondo di Lezorath, dove ritroverà le sue radici e dovrà aiutare Van Hector DeSelveth a riconquistare il trono del Regno di Selvethia.
Datemi i vostri giudizi, se potete e se non vi chiedo troppo! E vi prego di non essere clementi, perché in questo campo pagano di più le critiche!!!!
Mi chiamo Rosiel Wilde e non mi aspetto che vi facciate una buona o discreta opinione su di me; a me non importa. La gente mi ha sempre considerata strana e così sempre sarà. Quando camminavo per strada potevo cogliere i sussurri delle persone, i loro bisbigli segreti che strisciavano lenti fino a raggiungere penosamente e viscidamente le mie orecchie. Ho sempre pensato e tuttora credo che il genere umano provi un sadico piacere nel giudicare gli altri. Loro giudicavano me, pezzo dopo pezzo, leggendo tra le righe del mio corpo e della mia anima. Ma a me non importava. A me non importa. Perfino i miei genitori... Anche loro non mi sopportavano. Mi ripetevano in continuazione <<Tu sei strana>> Forse crederete che io sia matta, ma sono arrivata addirittura ad amare quella parola, quell'aggettivo che per la gente comune rispecchia nella maggior parte dei casi un senso dispregiativo. Amavo quella parola perché sapevo che per loro era come se m stessero dicendo <<Tu sei diversa>> ed io non aspiravo a nient altro, perché non avevo mai sopportato "il gregge" o chi segue il gregge per paura di restarne fuori. Sapevo di essere diversa e me ne rallegravo, ma ero consapevole anche del fatto che la diversità comporta una straziante dose d'infelicità. Per questo il NERO. Io sono un essere dalle sfumature nero corvo e se avessi delle ali sarebbero proprio così: nere. Nere come la notte, che mi rilassa; nere come le perle, che mi cingono il collo; nere come il mio animo. Amo circondarmi di quest'assenza di colore. Credo che il nero sia radicato persino nel mio DNA. I miei capelli sono neri e lucenti e fluiscono ripidi fino alla vita. Le punte le ho fatte tingere di rosso, rosso sangue. Avevo immaginato i miei capelli come una tela nera e profonda e vi avevo visto emergere una pozza di denso color porpora. L'avevo sognata, credo. E il giorno dopo mi ero prodigata per far divenire il sogno realtà. I miei genitoir mi odiarono anche per questo. I miei genitori sono morti. Credo di non averlo detto. No, non l'ho fatto. A volte mi dimentico che sono morti per davvero. Il fatto è che quando c'erano non era poi molto differente da ora. Non mi hanno mai considerata e se lo facevano era solo per rimproverarmi. Non capivano perché fossi così taciturna o perennemente triste. Non capivano perché mi chiudessi ore e ore in camera mi a dipingere in solitudine, quando invece potevo uscire e andare a divertirmi con gli amici che non avevo. Non capivano perché amassi il nero tanto da indossare abiti solo di quel colore. Non capivano niente di me e non gli era mai interessato niente di me. Avevo sedici anni quando morirono. Quando mi dissero che erano periti in un incidente stradale la prima cosa che pensai fu "una morte fin troppo comune". Il giorno del loro funerale c'era un Sole caldo e luminoso. Se mi concentro riesco ancora a sentire il profumo dell'erba appena tagliata e dei fiori sparsi sulle loro tombe.  Non versai neanche una lacrima e mi dispiacque, perché gli volevo bene... Ma non avevo mai pianto in vita mia. Sentii i parenti e gli amici dei miei genitori protestare per la mia indifferenza. <<Cuore di ghiaccio>> <<Irriconoscente>> e ancora altri appellativi che non ricordo. C'erano molte persone al funerale, tutte visibilmente scosse e disperate... Anche troppo. Forse per questo motivo quel sorriso mi rimase tanto impresso: perché fu totalmente inaspettato. Non l'avevo visto in chiesa, quell'uomo. Se ci fosse stato, l'avrei notato, perché indossava una camicia scarlatta con una cravatta nera ed era molto alto. Di certo non passava inosservato. Lo vidi al cimitero, appoggiato al cancello in ferro battuto. Ormai quasi tutti i partecipanti avevano finito di recare omaggi floreali agli scomparsi. Avvertii come la strana sensazione di essere osservata, mi voltai e lo vidi. Era piuttosto distante da me, eppure riuscii a scorgere chiaramente il suo sorriso e l'elegante inchino che ne seguì. Tornai a guardare la tomba, pensando fra me e me che quell'uomo non dovesse aver per forza indirizzato a me sorriso e inchino. Poi mi voltai di nuovo e l'uomo non c'era più. Nessun altro pareva essersi accorto della presenza dello straniero. Solo io. Dopo la sepoltura, i miei parenti vennero a casa con me, per discutere del mio futuro e scolarsi il miglior whisky di mio padre. Ci radunammo nel salone che era grande abbastanza per ospitarci tutti. Io me ne stetti per tutto il tempo appoggiata al davanzale della finestra, ad osservare le nuvole, mentre il Sole le cospargeva di una patina dorata. Forse loro credevano che io non avessi orecchie per sentire o un cervello per capire; ma io sentii e capii ogni cosa. <<Orribile faccenda>> gli sentii dire <<Orribile e fastidiosa>> <<Già... Alex e Tarya erano troppo giovani per morire e la loro unica figlia è troppo giovane per caversela da sola.>> notai una certa delusione in quell'ultima frase, che ovviamente confermò le mie supposizioni: "loro mi ritengono un peso". <<Potresti prenderla tu, Anna. La tua casa è molto grande e vivi da sola...>> ma Anna, la migliore amica di mia madre, evidentemente aveva altri progetti. Continuarono così per ore, senza giungere ad una conclusione. Fin quando qualcuno disse. <<Potrebbe occuparsene lo zio... Roger.>> Tutti ammutolirono. Perfino io rimasi turbata da quell'affermazione. Lo zio Roger era il fratello minore di papà. Molto spesso avevo sentito parlare di lui e mai in termini lusinghieri. "Un reietto e un illuso nullafacente", così lo definiva papà e la mamma annuiva sprezzante e derisoria. Loro lo detestavano intensamente e da anni si premuravano di stargli alla larga. Da lui e da quella casa maledetta: la Dimora del Diavolo, la chiamavano mamma e papà. Dello zio Roger sapevo solo questo e anche che era stato lui a scegliere il mio nome, Rosiel. Non ho mai capito perché. Perché mio padre aveva permesso a mio zio di scegliere il mio nome, che tra l'altro lui odiava perché era troppo "strano". Papà diceva che era per via di un patto importante che avevano stipulato. Ad ogni modo, tutti i parenti e gli amici concordarono nell'affidarmi allo zio Roger. Restava da vedere se lo zio concordasse. E lo zio Roger concordò. 
10月21日

Festa del Cinema di Roma -parte terza-

Il terzo giorno di seguito alla Festa!
Dire che sono sfinita è poco!
Allora, oggi è stata la volta di Reese Whiterspoon e
Jake Gyllenhaal!!!!!!!!!!!!!!!
Per un attimo mi è parso di vedere uno
dei sette nani... Ma era solo Lucio Dalla che
faceva avanti e indietro sul red carpet.
Di nuovo ha fatto la sua comparsa Sandokaaaaaaaaaaan!
Alias Kabir Bedi... Poi Giulio Base, Nicoletta
Romanoff (peccato che non ci fosse Giorgio Pasotti...),
Luca Calvani (a dir poco stupendo!!! E ho fatto una
foto altrettanto stupenda con lui!) e, caso strano,
oggi non c'era Veltroni! Ma c'era di nuovo Beppe
Convertini... Qualcuno deve aver fatto l'abbonamento!
Che dire... Jake Gyllenhaal è stato fantastico!
Ha fatto autografi a tutta la prima fila, nessuno escluso!
Mentre Reese è stata trascinata via da quella stupida
dell'assistente, dopo aver fatto una manciata di autografi.
Ma questa è sfiga! Però almeno l'autografo di Jake ce l'ho!
10月20日

Festa del Cinema di Roma -parte seconda-

Un arrivo memorabile quest oggi alla Festa di Roma!
Francis Ford Coppola, Sofia Coppola, Tim Roth
e Alexandra Maria Lara!!!
Tra i vip italiani si sono visti, a parte la presentatrice
Ellen Hidding: Victoria Cabello,
Beppe Convertini, Silvio Muccino, Massimo Ghini,
Ricky Tognazzi e una delle sorelle Izzo...
Niente male, direi! Ho fatto la foto con
Ellen e preso il suo autografo...
E ho preso molti altri autografi (con Silvio ho fatto il bis,
dato che l'avevo già incontrato tempo fa a Galleria
Colonna)... Anche se non
sono riuscita a prendere quelli di
Francis Ford e Sofia Coppola... Uffi...
Però, in cambio ho preso quello di Tim Roth e di
Alexandra Maria Lara!!!!
Evvaiiiiiiiiiiii!!!
Silvia si è fatta autografare da Francis Ford Coppola
la sua trilogia di dvd del Padrino! Che c**o!!!
Certo, è proprio una fortuna che
riusciamo a stare sempre in prima fila!
Comunque, Victoria è proprio una forza
della natura! E' così simpatica! Le hanno fatto
pure l'intervista di fronte a noi, quindi ce la
siamo goduta per bene! Anche Massimo Ghini
è stato disponibilissimo!!! Non gli funzionava
la penna a causa del freddo gelido
che abbiamo sofferto per tutta l'attesa!!! Madonna,
fra un po' vedevamo spuntare fuori i pinguini di
Madagascar! Domani, assolutamente
maglietta felpata, maglione a collo alto e cappotto!!!!!
 
  
10月19日

FESTA DEL CINEMA DI ROMA

Appena di ritorno dall'attesissima Festa Del Cinema di Roma!!!
Sono partita con la speranza di riuscire
a rubare un autografo a Cate Blanchette...
E purtroppo non l'ho avuto! Ma
perlomeno sono riuscita a vederla ed era
una visione celestiale! Bellissima
in quell'abito nero e verde, così
particolare, dal taglio insolito.
E prima di lei è arrivato Geoffry Rush!
Quanto mi piace! E' troppo simpatico!
Nei Pirati dei Caraibi lo adoro!
Quando è venuto dalla nostra parte ho
cominciato a urlare il suo nome a squarciagola.
Poi, quando stava di fronte a noi e gli ho
detto: You are wonderful! Lui ha risposto:
YOU are wonderful!
EHEHEHEHEHEH
Che carino! Ale ed io ci siamo fatte fare
l'autografo per darlo anche a Buket...
E a lei ha fatto pure la dedica!
Ci siamo messe a fare lo spelling del suo nome...
Non vi dico le risate!!!
Poi ho anche preso l'autografo del regista indiano
di The Golden Age e quello di
Eleonora Giorgi.
Non vi dico che mummia era Sofia Loren! Oddio Santoooo!!!
E poi c'erano Kabir Bedi, Helen Hidding che intervistava
le star, Renzo Arbore, Bruno Vespa, Veltroni,
Rutelli e qualcun altro.
Quando è arrivata Cate penso di aver massacrato
le mie corde vocali, ma lei ha perso solo un
sacco di tempo a fare le interviste
e ha fatto pochi autografi. Peccato!
Ma sono contenta per come è andata con
Geoffry Rush: è stato veramente un amore!
E poi solo a vederlo si capisce che è simpatico!!!
Forse ci ritorno alla Festa...
Mi piacerebbe vedere Sean Penn... Uhm... 
10月15日

I LOVE SALANI EDITORE!

Partiamo con una cosa che non c'entra niente: ho comprato sia il libro di Satrdust che di Terabithia e li sto leggendo... Stardust sembra moooooolto diverso dal film (anzi il film sembra moooooooolto più bello! Cosa stranissima) e lo stesso dicasi per Terabithia. Torniamo al vero argomento della giornata. Ok, ok, lo so... Sono un'illusa, una perfetta e irrecuperabile sognatrice... Ma che ci posso fare? Insomma, il mio sogno è quello di diventare una scrittrice... Una scrittrice fantasy. Quindi è più che normale che mi emozioni anche per una cosa da niente, no? Ora vi racconto... Mi sono iscritta da qualche settimana al sito della Casa Editrice Salani, nella sezione dedicata a Harry Potter. Ogni settimana, la Salani propone un tema sul quale ognuna delle persone iscritte può cimentarsi. Ogni giorno viene scelto il testo migliore e pubblicato in homepage. Questa settimana il tema era Hogwarts: immaginate di essere appena arrivati nella Scuola di Magia, cosa fate? Ho scritto il mio tema striminzito e, quando stamattina sono andata a controllare, per poco non mi prendeva un colpo! Avevano pubblicato il mio testo! A dire la verità non è niente di speciale... Ma, in fin dei conti è la mia "prima pubblicazione" e la cosa che mi rende ancora più felice è che è stata la Salani, la casa editrice di Harry Potter e della Bussola D'Oro!!! I'm very very happyyyyyyyyyyyy!!! 
Questo è il testo che ho scritto, sempre che non riusciate a vederlo su  http://www.harrypotter.salani.it/
"Ho appena varcato la soglia della Sala Grande. Non ho mai visto niente di simile! Guardo il soffitto... Incredibile! Sembra che la volta celeste stia brillando per darmi il benvenuto! Gli altri compagni seduti alle grandi tavolate mi fissano, mentre attraverso la Sala, con aria spaurita. Sto per essere smistata. Nella mia famiglia sono appartenuti tutti a Grifondoro. Cosa direbbero se il Cappello Parlante mi smistasse a Serpeverde! Mi manderebbero una Strillettera! Scampato pericolo: sono una Grifondoro!"
Insomma... E' un testo semplicissimo... E non mi piace neanche particolarmente... Ma I'm very very happy lo stesso!!!!EHEHEH
10月13日

STARDUST

Ieri sono andata al cinema a vedere Stardust
con Alessandra e Buket...
Siamo andate al Barberini, dato che non lo facevano
al Warner Village Moderno.
Sono sempre stata tentata di comprare il libro,
ma se devo essere sincera,
non mi aspettavo grandi cose da questo film.
Invece, sono rimasta piacevolmente sorpresa!!!
La storia è molto originale: è un fantasy
completamente diverso da tutti
gli altri! E' incentrato
su una storia d'amore, eppure non
è neanche lontanamente smielato (come Espiazione).
Al contrario, l'ho trovato fresco e divertente.
I personaggi sono ben dettagliati e simpatici.
Il cast è spettacolare... A partire da Robert DeNiro, ovvero
Capitan Shakespeare, un pirata sanguinario (ma solo per finta)
e per giunta gay!
La splendida Michelle Pfeiffer è una strega "orripilante"
in cerca della giovinezza eterna e per
questo dà la caccia ad Yvaine, una stella cadente
piombata nel favoloso regno di Stormhold.
Anche dei principi stanno cercando la stella perché
colui che la troverà diventerà re di Stormhold.
Ma il primo a riuscirci, non è né uno dei principi
né la strega, ma un giovane del nostro mondo, partito alla
sua ricerca per conquistare il cuore dell'amata Victoria.
Per farlo ha dovuto attraversare il Muro (cosa decisamente proibita), esattamente
come aveva fatto suo padre, 18 anni prima, il quale si era
innamorato di una schiava e con ella aveva concepito il
protagonista della storia, Tristran.
Non vi svelerò altro, nel caso andiate a vederlo...
Ma sappiate che è un fantasy che vale davvero la
pena di vedere. Sono uscita dal cinema
col sorriso sulle labbra e con la
fantastica colonna sonora nelle orecchie!
Giudizio finale: FIGHISSIMOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!
10月8日

ROMICS!!!!!!!!!!!!!!!

Questo è un evento che mi emoziona sempre vivere. La Fiera di Roma si è spostata a Fiumicino... Quindi Alessandra, Buket, Giulia ed io abbiamo preso il treno per arrivarci. Non immaginate le comiche sul treno coi nostri costumi! EHEHEH!!! Troppo divertente! Dopo che alla fiera hanno giudicato i nostri costumi come "validi", abbiamo fatto la fila per prendere i biglietti e poi, finalmente... DENTRO! Purtroppo c'era solo un padiglione con i fumetti e i gadget... e poi ce n'era un altro per le conferenze e la gara di Cosplay. Siamo arrivate verso le 12 e siamo andate via alle 19... Eppure abiamo fatto tutto di corsa! Non ci capivamo più niente!!! Era pieno di gente e di persone travestite con costumi belli oltre ogni dire! E poi c'era quel figo di Jack Sparrow! Madonna santa! E Sailor Moon con Milord! E Edward Mani di Forbice! Un sacco di persone travestite dal gruppo di Naruto... E Sakura, Inuyasha, addirittura una scatola del latte ripresa da un video musicale di qualche anno fa! Dopo aver visto un po' gli stand siamo andati a vedere la gara di Cosplay... C'erano anche Valentina e Maurizio con noi... Alcuni di quelli saliti sul palco hanno fatto delle scenette stupende! Con tanto di effetti speciali! Poi, alle 17 siamo andate all'incontro con Licia Troisi, Francesco Falconi ed un altro scrittore.. Sono comunque tutti e tre scrittori fantasy. E' stato troppo bello quando è arrivata Licia, perché si è fiondata subito da noi a salutarci e a raccontarci di tutto, mentre la gente dietro di noi (che stavamo in prima fila, ovvio) rosicava in un modo pazzesco! EHEHEH!!! Anche con Francesco abbiamo chiacchierato... E poi abbiamo fatto le foto insieme e di nuovo autografi! Comunque li rivedremo alla MEL a novembre. Dopo l'incontro, siamo tornate negli stand a fare shopping. Io mi sono comprata il libro di Batman Begins (in inglese), l'ArtBook delle Clamp (con dei disegni stupendi!) e le carte da poker di Fruits Basket. Quando ho visto Kyo di Fruits Basket che camminava tranquillamente con Tohru, mi è preso un colpo... Ho alzato il mio vestito e ho cominciato a correre come una pazza per raggiungerli e, dato che non ci riuscivo ho praticamente urlato: Kyyyyyyyyyyyyooooo! E allora si sono fermati e abbiamo fatto la foto insieme. Che belloooooooo!!! Ma la cosa più bella di questo Romics, per me, è stato un incontro che non avrei mai immaginato: quello con la mia doppiatrice preferita, Emanuela Pacotto. E' la doppiatrice di Rina Inverse, il mio personaggio dei cartoni preferito in assoluto. Quando l'hanno presentata avevo le lacrime agli occhi... Non ci credevo! E quando è scesa dal palco ci siamo fatte la foto insieme e mi ha fatto un autografo con una dedica troppo bella. "A Pamela, dalla tua Rina preferita... Fulmine rossooooooooooooo!!! Emanuela Pacotto" Il fulmine rosso è l'incantesimo che lancia Rina. Siamo tornate a prendere il treno e vi posso garantire che eravamo distrutte... Ma felici.      
10月2日

CHE STANCHEZZA!!!

Ragazzi, non vi so dire quanto sono stravoltaaaaaaa!!!
Oggi ho avuto il mio primo giorno
di apprendistato in un
piccolo laboratorio di sartoria...
Ho lavorato 9 ore con
poco meno di quindici minuti di sosta...
Eppure non posso negare
di essere soddisfatta!
In realtà le ore sono volate...
Ma la stanchezza si è fatta sentire ugualmente.
Comunque, speriamo bene!
Vi voglio bene, gente!